Il giocatore e il suo gioco

Quello che evince dal personaggio Grillo e’ questo scimmiottare delle ideologie, lo paragoniamo a personaggi storici che avevano un’ideologia, sia essa buona o cattiva.
Secondo me e’ sbagliato, gli stiamo dando crediti che non ha. Per Grillo e’ tutto un gioco, una sfida rivolta al sistema, un prendersi gioco di tutto e di tutti, compresi i suoi. Il gioco lo comanda lui e solo lui decide le regole e quando si sara’ stufato passera’ a un’altro gioco  lasciando orfani quella massa che ha creduto in lui, il salvatore del disastro socio-economico, quello che e’ riuscito a dar voce e sfogo tramite i social a quel mondo sommerso che fino a oggi se ne stava rintanato. Un mondo sommerso che una volta smosso sta chiedendo di saldare i conti, con uno stile nazifascista e figlio di una cultura prepotente e volgare. Quello che sta succedendo restera’ per decenni, trascinando folli che al mancanza di un punto di riferimento dara’ grandi problemi.
Si puo’ gia’ scrivere la storia, ci piace o non ci piace questi sono fatti accaduti e che accadano ancora.
La politica che non ha risposte sufficenti adesso deve fare i conti con questa massa. Siamo abituati ad etichettare tutto, a dare un nome,  quello che avviene ci sconvolge perche’ avevamo rimosso dal nostro fare quelli che avevano rifiutato il sistema, quelli che “sono tutti uguali” , ci si ricorda di loro solo quando al voto mancano quel 20-30% di aventi diritto, una parte di queste percentuali oggi li troviamo sui social a ingiuriare con parole forti contro il sistema. A Grillo gli si deve dare il merito o demerito secondo come la si vede, di avergli dato l’illusione che in questa Italia c’e’ posto anche per loro,
salvo poi eliminarli quando contrastano la sua decisione.

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